IL CORPO NON È IL NEMICO: STA CERCANDO DI DIRTI QUALCOSA



Per decenni abbiamo guardato al corpo come a una macchina. Se un organo si ammala, si cura quell'organo... se compare un sintomo, si cerca di eliminarlo. È un approccio che ha permesso alla medicina di fare passi straordinari, salvando miIioni di vite. Ma negli ultimi anni la ricerca ci sta mostrando che il nostro organismo è molto più complesso di quanto immaginassimo.


Cervello, sistema nervoso, sistema immunitario, ormoni e metabolismo sono in costante comunicazione. Le emozioni non vivono in un mondo separato dal corpo: dialogano continuamente con la nostra biologia. È proprio da questa osservazione che nasce il lavoro di Gabor Maté, medico canadese che per oltre trent'anni ha seguito persone con dipendenze, dolore cronico, malattie autoimmuni e tumori.

La domanda che poneva ai suoi pazienti non era soltanto: "Che malattia hai?", ma anche: "Che cosa ti è successo?". Nel corso della sua esperienza clinica osservò che molte persone con patologie croniche presentavano caratteristiche emotive simili... tendevano a reprimere la rabbia, mettevano costantemente i bisogni degli altri davanti ai propri, avevano difficoltà a dire no e vivevano spesso in uno stato di tensione silenziosa, quasi senza rendersene conto.


È importante, però, fare una precisazione fondamentale. Questo non significa che il cancro, le malattie autoimmuni o altre patologie siano causate dalle emozioni represse. Le malattie hanno origini multifattoriali... genetica, alimentazione, ambiente, tossine, infezioni, stile di vita e molti altri elementi contribuiscono al loro sviluppo. Ridurre tutto alla sfera emotiva sarebbe una semplificazione priva di fondamento.


Quello che oggi sappiamo, invece, è che lo stress cronico può influenzare profondamente il funzionamento dell'organismo. Quando il sistema nervoso rimane per anni in uno stato di allerta, aumentano gli ormoni dello stress, possono modificarsi le risposte immunitarie, cresce l'infiammazione di basso grado, il sonno peggiora e molti processi di riparazione dell'organismo diventano meno efficienti. Non è l'unica causa della malattia, ma può rappresentare uno dei fattori che rendono il terreno biologico più vulnerabile.

Per questo motivo sempre più ricercatori parlano di salute come dell'equilibrio tra corpo e mente, non perché uno sostituisca l'altro, ma perché sono profondamente interconnessi. Curare il sintomo è spesso necessario e, in molti casi, indispensabile. Ma a volte può essere altrettanto importante chiederci perché quel corpo stia vivendo proprio quella difficoltà e quali condizioni abbiano favorito il suo squilibrio.

Questo non significa colpevolizzare chi si ammala. Nessuno dovrebbe sentirsi dire che la propria malattia è colpa del carattere o delle emozioni non espresse. Sarebbe ingiusto e profondamente sbagliato. Significa, piuttosto, riconoscere che la salute non dipende solo dai farmaci o dagli esami, ma anche dal modo in cui viviamo, riposiamo, gestiamo lo stress, costruiamo le relazioni e rispettiamo i nostri bisogni.

Imparare a mettere dei confini, concedersi il diritto di dire qualche no, ascoltare la stanchezza prima che diventi esaurimento, dare spazio alle emozioni senza reprimerle continuamente... tutto questo non garantisce l'assenza di malattie, ma può contribuire a creare un organismo più resiliente.

Forse il corpo non è un nemico che improvvisamente decide di tradirci, forse, molto più spesso, è un alleato che cerca di adattarsi, proteggerci e comunicarci che qualcosa, dentro o fuori di noi, merita attenzione.

La maggior parte delle persone concentra tutte le energie sul far sparire il sintomo, ed è comprensibile, ma forse, accanto alle cure necessarie, vale la pena porsi anche un'altra domanda... che cosa sta cercando di raccontarmi il mio corpo?

Non sempre troveremo una risposta. Non sempre quella risposta cambierà il decorso di una malattia. Ma imparare ad ascoltare il nostro organismo, invece di combatterlo continuamente, può essere l'inizio di un rapporto diverso con noi stessi. E, forse, è proprio da quell'ascolto che inizia il vero percorso di guarigione, inteso non solo come eliminazione di un sintomo, ma come recupero dell'equilibrio dell'intera persona.



XO - Patrizia Coffaro

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