l sistema immunitario secondo la Medicina Tradizionale cinese

Il nostro sistema immunitario lavora come un esercito silenzioso in difesa del nostro corpo. Noi non lo vediamo, ma lui lavora incessantemente per difendere la salute del nostro corpo: cellule, molecole, tessuti in continuo movimento.
In medicina occidentale, questo sistema viene considerato la barriera primaria e interna contro ciò che viene percepito come “estraneo”. Virus, batteri, cellule mutate, tossine: tutto ciò che può destabilizzare l’equilibrio dell’organismo viene osservato, identificato e, se necessario, eliminato.
La sua logica è quella di una difesa organizzata. Ci sono linee di frontiera (la pelle, le mucose), sentinelle di confine (i macrofagi), soldati scelti (i linfociti T), e armi di precisione (gli anticorpi). Quando il sistema funziona, ci sentiamo al sicuro; quando invece cede, si aprono i varchi del corpo e della psiche: infezioni ricorrenti, infiammazioni croniche, autoimmunità, debolezza persistente.
Anche nel caso della medicina occidentale oggi si parla sempre più di regolazione di questo sistema complesso. Non basta “combattere”, bisogna saper distinguere: ciò che è amico da ciò che è nemico, ciò che deve essere accolto da ciò che deve essere respinto. È qui che il sistema immunitario diventa un po' uno specchio di una domanda esistenziale che tutti noi, più o men inconsciamente ci poniamo: quanto sappiamo discernere nella vita ciò che ci nutre da ciò che ci avvelena?

Per la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), il sistema immunitario non è tanto un esercito invisibile fatto di cellule, quanto piuttosto un flusso energetico, una continua danza sottile tra l’interno e l’esterno del nostro corpo. La nostra difesa è garantita dalla Wei Qi, l’energia difensiva, che circola soprattutto nella superficie del corpo, proteggendolo come una barriera di vento sottile.
La Wei Qi è generata dal Polmone, sostenuta dal Qi della Milza e nutrita dal Jing del Rene. In altre parole:
il Polmone governa la pelle e la respirazione, e decide cosa accogliere e cosa respingere;
la Milza trasforma il cibo in energia, dando sostanza alla difesa;
il Rene, con la sua essenza, fornisce la radice vitale, la riserva di energia che sostiene il tutto.
Quando il sistema immunitario è debole, secondo la MTC, significa che le porte del corpo non sono ben sorvegliate: il vento, il freddo, l’umidità possono entrare con facilità, e ciò si traduce in raffreddori frequenti, allergie, stanchezza. Al contrario, quando il sistema si ribella, come accade nelle malattie autoimmuni, il problema è che l’energia difensiva ha perso il senso dell’orientamento: combatte contro la propria casa, scambiando il sé per l’altro.
Simbolicamente, i problemi immunitari parlano di confini: la capacità di dire “no”, di proteggere il proprio spazio, di riconoscere il proprio centro. Un corpo che non sa bene come difendersi è spesso il riflesso di un cuore che non sa proteggersi dagli eccessi esterni; un corpo che attacca se stesso è il riflesso di un’anima che ha interiorizzato un conflitto irrisolto.
Per aiutare il nostro sistema immunitario, in medicina cinese, l'obiettivo è quello di un ritorno all’armonia delle nostre energie.
Si lavora quindi su tre piani:
Tonificare la radice – Rafforzare Milza e Rene per dare sostanza al Wei Qi.
Regolare la respirazione e i confini – Equilibrare il Polmone, che governa la superficie.
Aprire il flusso energetico – Evitare che i blocchi interni portino a stagnazioni che indeboliscono la difesa.
L’agopuntura, il tuina, la fitoterapia, la moxa, la respirazione del Qigong diventano strumenti per risvegliare le difese, non solo a livello biologico, ma a livello energetico e profondo, restituendo alla persona la percezione di avere un confine sano e permeabile: né troppo fragile, né troppo rigido.

Cinque punti di agopuntura per sostenere il sistema immunitario

ST36
– Zu San Li (Tre miglia della gamba)
Situato sotto il ginocchio, sulla gamba. È il grande punto della longevità. Tonifica il Qi e il sangue, rafforza Milza e Stomaco, sostiene l’immunità generale.
LI4 – He Gu (Unione delle Valli)
Sulla mano, tra pollice e indice. Punto di apertura e difesa, regola il Wei Qi, utile per prevenire e trattare febbre, raffreddori, dolori. È il guardiano della porta.
LU7 – Lie Que (Sequenza Spezzata)
Sull’avambraccio. Collega Polmone e superficie corporea, rafforza la capacità di protezione, utile nelle malattie respiratorie e nelle difese carenti.
SP6 – San Yin Jiao (Incontro dei Tre Yin)
Sulla gamba, sopra la caviglia. Armonizza i tre meridiani Yin della gamba (Milza, Fegato, Rene). Riequilibra il terreno energetico, nutre il corpo, rafforza la radice della difesa.
KI3 – Tai Xi (Grande Corrente)
Vicino alla caviglia interna. Punto fondamentale del Rene, sostiene la vitalità profonda e la radice energetica dell’immunità.

Molte altre discipline olistiche tradizionali hanno affrontato la questione delle difese interne.
Ayurveda parla di Ojas, l’essenza vitale che nasce da una buona digestione fisica ed emotiva. Ojas forte significa immunità forte. Le pratiche consigliate: alimentazione sattvica, yoga dolce, meditazione.
Naturopatia lavora sul terreno, suggerendo probiotici, piante adattogene (come echinacea, astragalo, ginseng), tecniche di respirazione e idroterapia.
Psicosomatica occidentale riconosce nel sistema immunitario un linguaggio dell’anima: imparare a proteggersi dalle relazioni tossiche, sciogliere rabbia repressa, ritrovare spazi di libertà.
Qigong e Tai Chi propongono esercizi lenti e respiratori che rafforzano Polmone e Rene, migliorando la circolazione del Wei Qi.
Il sistema immunitario, in ogni tradizione, è quindi ben più di un meccanismo biologico: è il racconto che il nostro corpo ci fa di come ci difendiamo, di quanto siamo capaci di aprirci senza perderci e di chiuderci senza soffocare. È la metafora del confine: un confine che protegge senza imprigionare, che distingue senza separare. Secondo questa logica aiutare il sistema immunitario non significa soltanto prendere vitamine o stimolare un punto di agopuntura, ma imparare a vivere in equilibrio tra interno ed esterno. Significa respirare profondamente, nutrirsi di ciò che è sano, circondarsi di persone che sostengono e non prosciugano, imparare a dire sì e a dire no con la stessa dignità.
Il sistema immunitario è quindi sicuramente la nostra fortezza invisibile, ma è anche il nostro specchio interiore. Curarlo significa, in fondo, imparare a essere fedeli a noi stessi.



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La normalizzazione del sistema immunitario»

Alla base del programma ci sono degli studi condotti dagli scienziati neuroacustici circa l'influenza delle frequenze nella banda 6-12 Hz sul sistema immunitario, nel corso dei quali fu stabilito che la stimolazione del cervello con queste frequenze porta al rafforzamento delle difese.

Il programma «La normalizzazione del sistema immunitario» è basata sul principio di biorisonanza, ovvero della sincronizzazione dei ritmi cerebrali con le influenze esterne. Il principio di tale azione fu scoperto ancora nel 1656 dallo scienziato danese Christian Huygens che si accorse che i due orologi a pendolo che si trovavano uno accanto all'altro, tra un po' si sincronizzavano. Lo stesso succede al nostro cervello sottoposto al ritmo acustico esterno (il fatto fu provato scientificamente più volte).

Il programma usa la combinazione delle frequenze beta-alfa-theta nella sequenza diretta e alla rovescia, utilizzando la banda delle frequenze responsabile per la normalizzazione del sistema immunitario. Questa combinazione delle frequenze elimina un eccessivo stress dal sistema immunitario e normalizza la sua funzionalità. L'unicità del programma sta nella sua uguale efficacia sia per coloro che hanno il sistema immunitario debole, sia per coloro che ce l'hanno troppo forte, e di conseguenza, mostrano dei disturbi autoimmuni, delle allergie ed altre malattie.
Secondo gli studi dell'University of South Florida, la normalizzazione del sistema immunitario rallenta il processo dell'invecchiamento ed è capace di prevenire il morbo di Alzheimer. Per aumentare l'efficacia del programma, sono state usate le frequenze dell'acqua strutturata, e non a caso: il nostro organismo per il 70% è fatto d'acqua; e strutturandola rafforziamo l'effetto di biorisonanza. Per questo motivo, si consiglia di bere un bicchiere d'acqua prima di meditare.

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