DIGIUNO 72 ore



Durante un digiuno di 72 ore, il corpo umano attiva una serie di potenti risposte metaboliche evolutive per garantire la sopravvivenza e l'efficienza energetica in assenza di cibo. Il processo si divide in fasi distinte, caratterizzate da variazioni ormonali e biochimiche precise.

​Fase 1: Dalle 0 alle 24 ore (Esaurimento del glicogeno e transizione)

​Primi momenti (0 - 4 ore): Il corpo utilizza il glucosio proveniente dall'ultimo pasto. La glicemia sale e il pancreas rilascia insulina per immagazzinare l'energia in eccesso.

​Fase post-assorbitiva (4 - 16 ore): I livelli di insulina iniziano a calare drasticamente. Per mantenere stabile la glicemia, il fegato comincia a scomporre il glicogeno immagazzinato (glicogenolisi) e a liberare glucosio nel sangue.

​Inizio della Gluconeogenesi (16 - 24 ore): Intorno alle 24 ore, le riserve di glicogeno epatico sono quasi del tutto esaurite. Il fegato attiva la gluconeogenesi, sintetizzando nuovo glucosio a partire da amminoacidi (provenienti dalle proteine muscolari in minima parte) e glicerolo. Inizia l'innalzamento del glucagone e del ormone della crescita (GH) per preservare la massa magra.


​Fase 2: Dalle 24 alle 48 ore (Chetosi e massima efficienza lipidica)


​Consumo dei grassi: Con le riserve di carboidrati ridotte al minimo, il corpo compie un importante switch metabolico: passa dall'usare principalmente zuccheri a bruciare acidi grassi.


​Produzione di corpi chetonici: Il tessuto adiposo rilascia acidi grassi liberi nel flusso sanguigno. Il fegato converte gran parte di questi acidi grassi in corpi chetonici (in particolare acetoacetato e beta-idrossibutirrato), che diventano il carburante principale per il cervello e i tessuti periferici.


​Picco del GH e sensibilità all'insulina: I livelli di insulina raggiungono i minimi storici, mentre l'ormone della crescita (GH) subisce un forte incremento (fino a diversi multipli dei valori di base) per proteggere i muscoli dalla degradazione.


​Fase 3: Dalle 48 alle 72 ore (Autofagia profonda e rigenerazione)

​Autofagia cellulare: Intorno alle 48-72 ore, il processo di autofagia (letteralmente "mangiare se stessi") raggiunge livelli molto elevati, stimolato dalla forte riduzione di insulina e della proteina mTOR. Le cellule avviano un'opera di pulizia interna, degradando e riciclando proteine danneggiate, organelli cellulari usurati (come i mitocondri difettosi) e agenti patogeni.

​Stabilizzazione metabolica: Il metabolismo basale si adatta leggermente al ribasso per conservare energia, ma la spesa energetica complessiva è sostenuta quasi interamente dall'ossidazione dei grassi e dai chetoni.


​Reset immunitario: Studi preliminari e clinici indicano che periodi prolungati di digiuno di questa durata stimolano le cellule staminali a rigenerare componenti del sistema immunitario.

​Regolazione dell'infiammazione: Si osserva una marcata riduzione dei marker infiammatori sistemici (come la proteina C-reattiva) e una maggiore stabilità dei recettori dell'insulina.








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